Piccoli Torquemada, io vi lascio

Piccoli Torquemada, io vi lascio | The Frontpage

Piccoli Torquemada, io vi lascio
http://www.thefrontpage.it/   20110126

Cari amici e militanti del Partito democratico, questa volta la mia bandiera del Pd non sfilerà con le vostre.

So che queste poche righe vi potranno sorprendere e far arrabbiare, ma io rivendico il diritto al dissenso, anche in forma pubblica. Chi mi conosce sa che rifuggo i riflettori della carta stampata in un modo che può apparire quasi elitario. Questa volta no.

In questi giorni la cronaca ci regala intere pagine su presunte, vere o verosimili serate del presidente del Consiglio. Preferisco interessarmi dell’evoluzione della crisi che sta investendo la costa meridionale del Meditteraneo, a poche centinaia di chilometri dal nostro Paese. E mi sono interessato anche a Lissone, provincia di Monza, e quindi veniamo al dunque.

Titolo: “Lissone, intitolata piazza a Bettino Craxi. Manifestazione di protesta con bandiere dell’Idv e del Pd, con annesso lancio di monetine”. Perché tanto astio? Perché dopo così tanto tempo? Perché ancora oggi non è possibile serenamente analizzare in un’ottica storica, sociologica e politica la vita di Bettino Craxi, mentre è solo possibile analizzarla solo con gli occhi della cronaca giudiziaria?

Sappiamo come andò a finire e che evoluzione ha avuto la vita politica italiana. Berlusconi presidente e il fronte progressista forza residuale in tutto il Norditalia e nel Sud del Paese. La storia ha dimostrato, ancora una volta, che la repressione giudiziaria, non di un fenomeno penale, ma di un fenomeno di natura politica, un fenomeno di sistema, non può avere la meglio in un sistema democratico. I voti, il consenso, si ottengono solo quando i propri programmi e le proprie idee prevalgono nel sentire comune della gente. La politica è scontro di idee, non di commi del codice di procedura penale.

I bilanci di tutti i partiti negli anni ’60, ’70 e ’80, depositati in Parlamento, vidimati dai revisori dei conti, erano tutti falsi. Tutti lo sapevano. Lo sapevano i giornalisti. Lo sapeva la magistratura. Lo sapevano le forze politiche. Ma tutti hanno fatto finta di non sapere e hanno lasciato solo Craxi a lottare per la verità. Lo hanno lasciato solo a lottare contro una folla di benpensanti Torquemada italici. I Torquemada affascinati dall’uso spropositato di quell’infamia giuridica che è l’utilizzo della carcerazione preventiva per estorcere confessioni o meglio ancora, accuse a carico di altre persone. I Torquemada che hanno gioito nel vedere i ceppi ai polsi dell’on. Enzo Carra. I Torquemada che con gusto sadico osservavano la bava sulla bocca dell’on. Arnaldo Forlani, che con dignità raccontava di non ricordarsi, interrogato da un Pm noto per le sue chiare difficoltà nell’uso del congiuntivo. I Torquemada che con indifferenza hanno visto lo spegnersi lento di un galantuomo come l’on. Severino Citaristi. I Torquemada che hanno liquidato con una alzata di spalle il tonfo sordo del fucile nella bocca dell’on. Sergio Moroni. I Torquemada che si sono rammaricati perché la pressione mediatica ha ucciso con un infarto l’on. Vincenzo Balzamo prima che venisse arrestato.

I Torquemada sono tornati a Lissone, se non personalmente, ma senz’altro idealmente. Non conoscete nulla di Craxi e se invece lo conoscete è pure peggio, perchè solo per lucido e ipocrita calcolo politico lo ignorate. Io non vi proibirò di andare con le bandiere del Pd dove volete, ma dovete sapere che nel nostro partito non tutti sono come voi. Vi potrei citare un grande intellettuale comunista, Alberto Asor Rosa, che disse, riassumendo l’azione politica di Craxi: “Ma che c’è nella bisaccia di Craxi, questo ex ragazzone venuto da Milano? Con Sigonella ha umiliato i Repubblicani, distrutto il polo laico, inchiodato i democristiani all’impotenza, raccolto le scuse di Ronald Reagan e riscosso gli applausi dei comunisti, pochi mesi dopo averli battuti sonoramente con il referendum. Bettino gioca e vince, vince tutto, vince sempre.” Perché spiegarvi questa citazione? Siete sordi, siete ciechi, siete ottusi.

Potrei dirvi che Giuseppe Mazzini, sì proprio quello di una via in ogni città, raccomandò a Crispi due società “amiche” per un appalto delle ferrovie meridionali. Potrei citarvi Luigi Longo che con la prudenza di chi è stato in montagna a rischiare la pelle disse che “la rivoluzione deve sempre avere delle riserve in caso di disastro….”. Ma siete sordi, siete ciechi, siete ottusi.

Potrei spiegarvi perché Craxi vietò al suo legale di chiamare a testimoniare in sua difesa testi internazionali, usando queste parole: “Non ho detto nulla quando quei soldi li ho dati, perché potevo farlo e servivano a cause di giustizia e libertà e proprio per questo li ho dati in gran segreto. Perché rivelarlo ora? Per farmi bello? Per difendermi quasi fosse una colpa?” Ve lo dico io, chi erano quei testi perchè magari trovate qualche loro foto nel vostro salotto radical chic: Lech Walesa di Solidarnosc, Yasser Arafat dell’Olp, il Partito socialista cileno e ceco (entrambi in clandestinità), l’argentino Alfonsin, il peruviano Alan Garcia, Sanguineti in Uruguay, Carlos Andrei Peres in Venezuela, Juanio Quadros e Lula in Brasile, il salvadoregno Ungo, Ortega in Nicaragua, il domenicano Penà e il portoghese Soares. Potrei spiegarvi chi sono queste persone e perché Craxi li aiutò senza avere nulla in cambio. Ma siete sordi, siete ciechi, siete ottusi.

Potrei spiegarvi perché un gigante del socialismo europeo, François Mitterand, scaraventò giù dal letto l’ambasciatore francese in Tunisia e gli disse di consegnare un biglietto a Craxi appena atterrato che si concludeva con “A Vous fidèlement”, e come si lega questo episodio alla “dottrina Mitterand sui rifugiati politici” Potrei citare un vostro eroe, Francesco Saverio Borrelli, che vi inchioda più di ogni altro: “Finchè la folla ha assistito alla decapitazione della famiglia regnante, si è scatenato il gusto sanguinario. Ma quando la gente si è resa conto che quello che stava accadendo investiva tutto e tutti, si è manifestato un moto di rifiuto”. Ma siete ciechi, siete sordi, siete ottusi.

Siete gli stessi che dalle colonne dell’Unità scrivevano fiumi di inchiostro per elogiare il “teorema Calogero”, la più spaventosa farneticazione mediatico-giudiziaria della storia della Prima repubblica. E mentre canticchio De Andrè, perché io posso farlo e voi di Lissone no – “chi alla sbarra in piedi mi diceva “Vostro Onore”, e di affidarli al Boia fu un piacere tutto mio…” – vi saluto con poca stima.

Francesco Negrini
Segreteria provinciale del Partito democratico di Mantova

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